Il mercato smartphone cresce del 2.5% a 1.47 miliardi di unità, secondo IDC, e l’incremento potrebbe fermarsi all’1.7% quest’anno. A dieci anni dal debutto del primo iPhone, il mercato smartphone arranca. Nella futuristica cornice dell’auditorium Steve Jobs Theatre (tutto l’Apple Park a forma di astronave è costato 5 miliardi di dollari), dedicato al compianto co-fondatore di Apple, sono stati presentati i nuovi Apple Watch (lo smartwatch ha sorpassato Rolex, ma non è dato saoere se nel numero di vendite o nel fatturato), i nuovi iPhone 8 con ricarica wireless (AirPower è la base Apple per ricaricare contemporaneamente senza fili iPhone, Apple Watch e AirPod) e il nuovo iPhone X (si legge ten, dal numero romano X), oltre alla Apple Tv 4K.

iPhone 8 ha lo stesso design del 7, ma sotto la scocca ruggisce il nuovo chip A11 Bionic, una cpu a 64-bit e a sei core, di cui due ad altre prestazioni e quattro ad alta efficienza energetica per le operazioni più comuni, ma in grado di lavorare in parallelo in caso di necessità.
iPhone 8 e iPhone 8 Plus mantengono la risoluzione e il diaframma della fotocamera, ma si arricchiscono di un sensore di dimensioni più ampie e di un nuovo processore per l’elaborazione delle immagini, per realizzare lo scatto nelle migliori condizioni possibili (il modello plus ha la doppia fotocamera). Il display guadagna il True Tone già implementato dall’iPad Pro. Prezzi a partire da 839 euro, i pre-ordini partono dal 15 settembre.

One more thing. iPhone X vanta uno schermo da 5,8 pollici contro i 5,5 pollici del modello plus (e i 4,7 pollici della versione 8). iPhone X ha un display OLED, soprannominato SuperRetina HD, forte di 2.436×1.125 pixel (458 per pollice). Il display non è infinity (come direbbe la concorrenza), mantiene invece una sottilissima cornice, tuttavia allarga gli orizzonti rispetto al modello 8.

Face ID, frutto dell’acquisizione di PrimeSense (che creò il sistema Kinect della Xbox 360), è un riconoscimento facciale in grado di ricostruire un modello tridimensionale del volto, grazie ai sensori nella parte frontale del telefono e a un microproiettore che proietta 30.000 punti per realiarre una mappa 3D del volto. Ma stupire saranno gli animoji, quegli emoji che si animano in tempo reale seguendo i nostri movimenti facciali. iPhone X scommette anche sulle migliori fotocamere (dual 12-megapixel con stabilizzazione ottica d’immagine su entrambe le lenti; apertura f/1.8 sulla principale, f/2.4 sull’altra). La batteria promette due ore di più di autonomia. Prezzi a partire da 999 dollari.
L’unica novità è l’Augmented Reality (AR). Secondo Morgan Stanley, l’AR potrebbe aumentare i profitti di Apple del 27%. Ma Forrester Reasearch ha più fiducia nell’Apple Watch autonoma (funziona anche senza iPhone). Il ritardo del lancio di iPhone X, non prima di novembre, potrebbe affliggere le vendite natalizie, secondo Reuters.
Alla fine, nulla di nuovo, a parte l’AR. Il solito business as usual: buoni prodotti in un grande design. E tanto marketing. Apple non è più da anni due passi avanti a nessuno, ma è diventata follower, visto che ha adottato la ricarica wireless e la tecnologia Oled con anni di ritardo rispetto ai concorrenti, e visto che il suo market share non è mai decollato. Certo fa il pieno di profitti solo grazie al fatto di essere uno Status Symbol, ma il giochino non è eterno. E Huawei e Samsung avanzano. A passi sempre meno felpati, ma da vere tigri quali sono. Sì, Apple ha guadagnato il 40% dall’inizio dell’anno, l’iPhone X macinerà i soliti record, ma ammettiamolo: ha perso la magia degli esordi. E con un mese di vendite in meno, Canaccord Genuity prevede che si passerà da 84 a 79 milioni di unità. E solo uno su cinque è disposto a spendere mille dollari per un iPhone, visto che Huawei, Xiaomi, Oppo, Vivo offrono schermi edge-to-edge da 300 dollari.